La capolista Mobilya Aversa vince per rafforzare il primato e per diritti umani. Cosenza cade 3-0

La capolista Mobilya Aversa vince per rafforzare il primato e per diritti umani. Cosenza cade 3-0
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MOBILYA VOLLEYBALL AVERSA – GRUPPO VENA COSENZA 3-0 (25-15; 25-15; 25-16)

MOBILYA VOLLEYBALL AVERSA: Fabi, Colarusso, Libraro, Fasulo, Grassano, Giacobelli, Battista (L), Magnani, Di Santi, Santangelo, Cittadino, Di Tommaso. Vice All.: Tornese. All.: Bosco.

GRUPPO VENA COSENZA: Perri, Rizzuto, Mazzucca, D’Amico, Adamo, Spadafora, Piluso. D’Alife. All.: Fammelume

Arbitri: La Rocca e Renzi

Spettatori: 500

Il girone di ritorno inizia così com’era finito. Con una vittoria 3-0 (25-15; 25-15; 25-16) sul Gruppo Vena Cosenza che conferma la Mobilya Volleyball Aversa capolista del girone C del campionato di serie B1 maschile di pallavolo. Una partita che meritava di essere giocata fino in fondo con grinta, proprio come hanno fatto gli atleti normanni schierati con una formazione inedita con Colarusso, Fabi e Fasulo dall’inizio fino a far ruotare, poi, tutti gli effettivi. Una filosofia che premia fin dall’inizio. Mantiene, infatti, due punti di vantaggio la formazione di coach Bosco che va a segno per vie centrali con Fabi (5-3). Questo è proprio il corridoio sul quale va in difficoltà il sestetto calabrese che non può contro Giacobelli, autore dell’8-5 al primo tecnico, e va in difficoltà mandando in rete con D’Amico la palla del 10-5. La capolista è ben determinata a non lasciare nulla agli avversari che non possono far molto. Libraro è una furia ed il suo diagonale vincente a siglare il 16-10 che mette bene la squadra di casa che scappa via sul 19-12 con un errore di D’Alife il numero 18 del Gruppo Vena Cosenza. A ribadire il più sette ci pensa Fasulo (21-14) che va in tap in sul punto successivo come Fabi per il 24-15. A consegnare il set alla squadra cara al presidente Di Meo è un errore avversario che chiude il set 25-15. Il secondo set non è diverso dal primo. Di marca sicuramente normanna con la Mobilya Volleyball Aversa che scappa sul 5-2 grazie a Fasulo. La squadra guidata da Fammelume, però, non si da per vinta e, complice anche un calo di tensione, si porta 7-5. Con un muro vincente i calabresi conquistano la parità sul 7 ma sprecano con Peluso che consegna l’8-7 nelle mani ospitanti. Si tratta di una breve parentesi che Colarusso subito cancella con un block in che aumenta il distacco sul 12-7. Grassano infila la palla del 15-8 ed un errore costa ancora caro al Gruppo Vena Cosenza. Per la Mobilya Volleyball Aversa è un 16-10 facile al secondo time out tecnico, rafforzato dall’incursione centrale di Giacobelli che sfonda sul 17-12. In campo c’è pallavolo champagne e la gara è salda nelle mani del sestetto di coach Bosco che, praticamente, mette il set al sicuro con Fabi per il 21-12. E’ ancora un colpo da biliardo del numero uno normanno a chiudere il set con la palla piazzata al limite del posto 6. Anche il secondo set termina 25-15. Per la prima volta durante il match, il terzo set vede gli ospiti in vantaggio con il muro vincente su Magnani per il 2-4. I cosentini trovano il coraggio per mettersi in fuga ma a fermarli ci pensa Fabi che riavvicina il sestetto caro al presidente Di Meo con due punti consecutivi (4-6) e poi pareggia i conti 6-6. Il recupero normanno si conclude al primo time out tecnico (8-7) con capitan Di Santi che sfonda il muro avversario. E se non bastasse, a ribadire che la Mobilya Aversa non vuol fare sconti ci pensa Giacobelli che buca il parquet avversario sul 13-10 e mette al sicuro anche il secondo tecnico 16-12. Chiudere il match è pura formalità per una squadra che non guarda a nessuno se non a se stessa quando ci sono in palio i tre punti. Ci pensa Fasulo che trova il block out vincente che vale il 25-16 ed il 3-0 finale. Nel giorno del ritorno al PalaJacazzi, la vittoria della Mobilya Volleyball Aversa ha coinciso con una dedica speciale rivolta a tutti i bambini, le donne e gli uomini vittime di guerra che sono in fuga e per i diritti dei quali la squadra del presidente Di Meo si è battuta al PalaJacazzi dando un segnale importante all’inizio del match quando entrambe le squadre, così come le panchine ed i direttori di gara hanno aderito all’iniziativa dell’Unicef #tuttigiuperterra sedendosi prima del fischio d’inizio per 30”. Un modo per alzare la voce e far sentire a tutti che ci sono esseri umani i cui diritti devono essere rispettati, un invito perché tutti i popoli possano vivere nell’amore e nel rispetto della vita.